Earl Grey Darjeeling
Il tè che conosci già, fatto in un altro modo
Per moltissime persone l'Earl Grey è il primo tè aromatizzato della vita. È in ogni scaffale del supermercato, ha quel profumo di agrume che si riconosce a occhi chiusi, e spesso è anche il punto in cui ci si accorge che tra una bustina e l'altra la differenza è enorme.
Il motivo è semplice, l'Earl Grey non è una varietà di tè, è una ricetta: tè nero più bergamotto. Quale tè nero si usa sotto, e quanto aroma ci si mette sopra, cambia tutto il risultato. Nelle versioni industriali la base è quasi sempre una miscela anonima di foglia spezzata, e l'aroma serve anche a nasconderla. Qui la base è dichiarata: Darjeeling second flush, con aroma naturale di bergamotto.
Cosa vuol dire "second flush"
In Darjeeling, sulle colline dell'India del nord ai piedi dell'Himalaya, le stesse piante si raccolgono più volte durante l'anno. Ogni raccolto dà un tè diverso, e in inglese ognuno si chiama flush.
Il second flush è il secondo, tra fine maggio e giugno. Le foglie sono più mature rispetto al raccolto di primavera e il tè che ne esce ha più corpo e una dolcezza naturale che nel primo raccolto non c'è ancora. È il raccolto per cui il Darjeeling è conosciuto: quella nota che nel mondo del tè viene chiamata muscatel, cioè che ricorda l'uva moscato. Non è un termine che devi ricordare, ma spiega perché questa base regge bene il bergamotto invece di sparirci sotto.
Un'altra cosa utile da sapere: il Darjeeling è più morbido e meno astringente dei tè neri robusti tipo Assam. Per questo si beve liscio. Se sei abituata all'Earl Grey della bustina con il latte, qui il latte non serve, e anzi copre proprio la parte interessante.
Che sapore ha
Il primo profumo che senti è il bergamotto, pulito, più vicino all'agrume fresco che alla caramella. In bocca il tè arriva subito dopo, con una dolcezza leggera e una chiusura asciutta ma senza quell'allappamento che ti resta addosso. Il liquore in tazza è ambrato chiaro.
Come si prepara
Circa 3 grammi di foglie, un cucchiaino colmo, per una tazza da 200-250 ml. Acqua a 100°C. Da 2 a 4 minuti.
Comincia da 2 minuti e assaggia. A due minuti il bergamotto è più in evidenza e la tazza resta leggera. Verso i 4 il tè diventa più deciso e più pieno. Non c'è una versione giusta, c'è quella che preferisci tu, e il bello di comprare le foglie sfuse è esattamente questo: la bustina decide per te, qui decidi tu.
Quando berlo
È un tè nero, quindi contiene caffeina. Funziona bene al mattino, a colazione, e nel primo pomeriggio, ma la sera lo eviterei se sei sensibile.
Sta bene con qualcosa di semplice come biscotti secchi. L'agrume regge anche il cioccolato fondente.
Come conservarlo
I tè aromatizzati cedono profumo a tutto quello che hanno intorno, e allo stesso modo lo assorbono. Tienilo chiuso, al buio, lontano da spezie e caffè. Non in frigorifero.
↳ Earl Grey
Da dove viene il nome
Il nome non descrive il tè, è il nome di una persona. In inglese "Earl" vuol dire conte, e Grey è il cognome di Charles Grey, primo ministro britannico dal 1830 al 1834. Quindi non c'entra niente il grigio, come si pensa spesso: Earl Grey significa semplicemente Conte Grey. La miscela comincia a circolare in Inghilterra intorno agli anni Venti dell'Ottocento, e da lì non ha più smesso.
Sul come sia arrivata al conte esistono diverse versioni, tutte belle e nessuna dimostrata. La più raccontata parla di un mandarino cinese salvato dall'annegamento che, per ringraziare, avrebbe regalato al conte un tè profumato al bergamotto. Un'altra racconta di una nave carica di tè che durante il viaggio si sarebbe impregnata dell'aroma dell'agrume trasportato accanto. In realtà non risultano viaggi del conte in Oriente, e all'epoca in Inghilterra l'abitudine di aggiungere olio di bergamotto al tè era già diffusa: serviva a dare profumo alle foglie e a coprire i difetti presi durante i lunghi trasporti via mare. Una storia meno romantica, ma più credibile. Quello che resta vero è il risultato: un tè nero e un agrume che insieme funzionano da duecento anni.