Kagome - Set da tè in ghisa
Il tè in compagnia ha un problema che da soli non si nota: il tempo. In una teiera di vetro o di ceramica sottile un litro d'acqua bollente diventa tiepido in un quarto d'ora, e un quarto d'ora è esattamente quanto dura la conversazione fra quattro persone che stanno arrivando alla seconda tazza.
La ghisa si comporta in un altro modo. È densa e pesante, quindi immagazzina molto calore e lo restituisce lentamente: la teiera stessa diventa una riserva, e il tè che contiene scende di temperatura molto più piano. I 1,4 chili di questo set non sono un difetto da sopportare, sono la ragione per cui funziona.
Dentro c'è un filtro cilindrico in acciaio a maglia fine. Le foglie stanno lì, e quando il tè è pronto lo sollevi: l'infusione si ferma davvero, invece di proseguire fino all'ultima tazza versata. La teiera tiene un litro e le quattro tazze 130 millilitri l'una, cioè due giri abbondanti, che è la misura di un pomeriggio in cui non ci si alza a rifare l'acqua.
Il sottopentola in ghisa nera non è un accessorio in più: una teiera piena, calda e di questo peso ha bisogno di un posto dove appoggiarsi che non sia il legno del tavolo. Le tazze non hanno manico e si tengono con due mani, che è anche il motivo per cui sono piccole. Sul corpo della teiera il rilievo che si vede è il kagome, la trama con cui si intreccia un cesto di bambù, ed è da lì che viene il nome.
Un'ultima cosa, che vale la pena dire anche se nessuno la chiede: lavare a mano e asciugare subito, senza lasciare acqua ferma nella teiera. È il modo in cui si tiene lontana la ruggine, che sulla ghisa è l'unico guasto che conta davvero.
Non è l'oggetto di chi beve una tazza sola alla scrivania: per quello ci sono cose più leggere e più piccole, come una teiera in vetro. Questo è il servizio che si porta in mezzo al tavolo quando si è in quattro e si resta seduti.
↳ La ghisa
Perché si scalda la teiera vuota
Un chilo e quattro di metallo attorno a un litro d'acqua sembrano un eccesso, e sono invece la ragione per cui questa teiera fa quello che fa. La ghisa immagazzina molto calore e lo lascia andare piano: mentre si sta seduti, è la teiera stessa a tenere in temperatura quello che contiene.
Da qui viene un gesto che sembra una formalità e non lo è. Prima di preparare il tè si riempie la teiera vuota d'acqua calda, si aspetta mezzo minuto e si butta. Non si sta sciacquando niente: si sta caricando il metallo. Una teiera fredda, quando ci versi dentro l'infuso, il calore te lo toglie invece di restituirtelo, e la prima tazza esce più fredda di quanto dovrebbe.
Trenta secondi spesi prima, per mezz'ora e passa di tè caldo dopo.