Wakaba - Set Matcha
Il matcha non si infonde: è foglia macinata, e va tenuta in sospensione nell'acqua. È il motivo per cui un cucchiaino non basta. Girando si formano grumi che restano grumi, una parte della polvere si deposita sul fondo, e quello che si beve non è quello che si era dosato.
Questo set porta i dieci pezzi che servono a farlo per bene, e ognuno ha un compito preciso. Il frullino a 100 rebbi, il chasen, non mescola: monta. Sono i rebbi sottili a rompere la polvere e a incorporare aria. Il colino in acciaio serve prima, perché il matcha si compatta da solo e un grumo asciutto non si scioglie più. La ciotola è larga 13 centimetri e alta 7, cioè abbastanza da muovere il polso senza rovesciare, e contiene 500 millilitri, molto più del tè che ci si mette: lo spazio in eccesso è quello in cui sale la schiuma.
La sequenza è sempre la stessa: dosi con il cucchiaio di bambù, setacci la polvere direttamente nella ciotola, versi l'acqua, frulli. Il vassoio in bambù, 30 per 18 centimetri, raccoglie l'operazione su una superficie sola, e serve più di quanto sembri: colino e frullino, appena usati, sono bagnati, e senza un posto dove appoggiarli finiscono sul piano della cucina. Ci sono anche i due appoggi, uno per il cucchiaio e uno per il panno, e il barattolo in ceramica con tappo in bambù per il matcha che stai usando.
La ceramica è di un verde menta tenue, che porta il pensiero alle foglie di tè, e il bambù è lasciato al naturale. Va detta subito la sola rinuncia vera: si lava tutto esclusivamente a mano, niente lavastoviglie, e su dieci pezzi non è una formalità.
Non è il set di chi il matcha lo ordina al bar una volta al mese. È per chi ne ha una confezione aperta in casa e si è accorto che prepararlo con quello che ha in cucina non funziona: qui arriva tutto insieme, invece di scoprire un pezzo mancante alla volta.

↳ Kusenaoshi
Il pezzo che sembra un soprammobile
Fra i dieci pezzi ce n'è uno che a prima vista non si capisce: il cono di ceramica. Si chiama kusenaoshi, alla lettera «raddrizza-vizio», e il vizio è quello del frullino.
Un chasen è ricavato da un unico pezzo di bambù, spaccato per il verso della fibra fino a ottenere i rebbi, qui cento, sottili e piegati verso l'esterno. È quella curva a montare il matcha. Ma il bambù bagnato, asciugando, tende a richiudersi: lasciato su un piano il frullino perde l'apertura a ventaglio, i rebbi si stringono verso il centro e la volta dopo lavora peggio.
Infilato sul cono asciuga tenendo la forma, e l'aria gli gira intorno invece di restare ferma sotto. È il pezzo che aprendo la scatola verrebbe voglia di mettere via, ed è quello che decide quanto dura il frullino.