Kuro Caddy
Una confezione da venticinque grammi di tè pregiato dura poche settimane, e nel frattempo deve stare da qualche parte. Quasi sempre resta nel suo sacchetto, richiuso alla meglio e riposto in un cassetto. Un mese dopo lo ritrovi lì, e non sai più da quando è aperto.
Questo barattolo è pensato per quella quantità: contiene 15-25 grammi di foglie, cioè una confezione piccola per intero. La ceramica è opaca, quindi la luce non raggiunge il tè. Luce e aria sono le due cose che ne spengono prima il profumo, ed è la ragione per cui un sacchetto richiuso alla buona non è la soluzione migliore. Il tappo è in sughero: si toglie e si rimette velocemente.
Le misure sono 6,8cm di diametro per 6,7cm di altezza, un cilindro basso che sta nel palmo di una mano. È una dimensione che decide dove l'oggetto andrà a finire: sul piano di lavoro accanto al bollitore, non in fondo alla dispensa. Se prepari il tè ogni giorno, è una differenza che conta più di quanto sembri.
Il barattolo si lava in lavastoviglie, il tappo esclusivamente a mano. Prima di rimettere dentro il tè, attendi che siano asciutti entrambi. Va detto anche il limite: alla voce ermetico la scheda risponde no. Il sughero appoggia e protegge, ma non sigilla.
Per una scorta da mezzo chilo, o per un tè da aprire fra sei mesi, serve altro, e quell'altro potrebbe essere il barattolo con il doppio coperchio. Questo è il contenitore dei tè che tieni aperti adesso, magari tre o quattro insieme: piccolo quanto la confezione che contiene e opaco.
↳ La parola caddy
Prima era un peso, non un barattolo
In inglese il barattolo del tè si chiama caddy, e il nome non nasce dall'oggetto: nasce da quanto tè ci stava dentro. Kati, in malese, è un'unità di peso che le compagnie commerciali europee incontrarono nei porti asiatici e adottarono scrivendola catty. Vale poco più di seicento grammi a Hong Kong e in Malesia, seicento in Thailandia e a Taiwan, cinquecento in Cina: il tè si comprava così, a catty.
Nel 1770 la Compagnia delle Indie Orientali la fissò a una libbra e un terzo, e vent'anni dopo la parola era già passata dal peso al contenitore: tea-caddy compare in inglese nel 1790, caddy da solo nel 1792. Una misura diventata una scatola, perché era il modo in cui il tè arrivava.