Pu Erh pressato a nido
Del pu erh hai probabilmente sentito parlare come del tè difficile, quello degli appassionati, quello che si compra in panetti da spaccare col coltello. È una fama che se lo porta dietro, e in parte è giustificata. Ma esiste una versione che quella complicazione la toglie tutta, ed è questa.
Che cos'è un "Mini Tuo Cha"
Tuo cha significa tè pressato a forma di piccola ciotola rovesciata, cava sotto. In inglese lo chiamano nido d'uccello, ed è esattamente quello che sembra. La pressatura del tè nasce da un'esigenza pratica: compresso occupa meno spazio e resiste meglio ai viaggi lunghi. Nella versione mini quella forma diventa qualcos'altro, cioè una sorta di monoporzione. Non devi pesare niente: per una piccola teiera da 350/400ml usa un nido, per una tazza da circa 200ml usane mezzo.
Il pu erh è l'unico tè che passa attraverso una fermentazione vera, condotta con umidità e calore controllati. Gli altri tè si ossidano, che è un'altra cosa. La fermentazione avviene prima della pressatura e dà a questo tè il colore scuro e il carattere che riconosci al primo sorso.
Come si prepara
Qui va chiarita una cosa, perché in giro trovi istruzioni confuse. Prima dell'infusione si fa un risciacquo, e non è un gesto cerimoniale ma una necessità tecnica. Il tè è pressato stretto e asciutto, quindi se ci versi sopra l'acqua e lo bevi subito ottieni una tazza sbiadita, perché le foglie non hanno ancora avuto il tempo di aprirsi. Il risciacquo le ammorbidisce e allo stesso tempo porta via l'eventuale polvere di superficie.
In pratica: metti il nido nel filtro o nella teiera, coprilo con acqua bollente, conta fino a dieci e butta via quell'acqua. Se esce molto torbida, ripeti una seconda volta. A questo punto puoi usare il nido per preparare la tua tazza di tè.
Parametri: acqua a 100°C, da 1 a 2 minuti, un nido ogni 300 o 400 ml. Il pu erh vuole acqua davvero bollente, non ti preoccupare di bruciarlo. Se vuoi una tazza più leggera, spezza il nido a metà e usa solo una parte.
Puoi riusarlo più volte
Questa è la parte che di solito sorprende chi arriva dalle bustine. Lo stesso nido regge diverse infusioni di fila, e ogni volta la tazza cambia un po'. Allunga leggermente i tempi a ogni ripartenza, tenendo il tè da parte (fuori dall'acqua) tra un'infusione e l'altra. Vai avanti finché senti che ha ancora qualcosa da dare. Il nido, a quel punto, si sarà completamente aperto in un mucchietto di foglie.
Ti serve un filtro capiente o una teiera con filtro incorporato, perché quando si sfalda le foglie si liberano tutte.
Quando berlo
È un tè da giornate fredde e da pomeriggi lenti, di quelli in cui la tazza ti sta accanto mentre fai altro. Contiene caffeina, quindi se sei sensibile meglio tenerlo lontano dalla sera tardi.
Non te lo raccontiamo come un pu erh da collezione, perché non lo è. È un pu erh quotidiano, fatto per essere bevuto adesso e per farti capire senza spendere molto se questa famiglia di tè fa per te. Se poi ti conquista, il mondo dietro è enorme.

↳ Processo produttivo
Fermentazione e compattazione
La forma è l'ultima cosa che arriva. Prima c'è la fermentazione, che è la parte lunga: le foglie restano per settimane in ambiente umido e caldo, finché non cambiano colore, aroma e carattere. È il passaggio che rende il pu erh diverso da ogni altro tè, e non si può accelerare.
Solo dopo si pensa al nido: le foglie fermentate vengono esposte al vapore fino a tornare morbide e pieghevoli, quanto basta perché accettino di essere compattate senza rompersi. A quel punto vengono pressate in uno stampo che le stringe nella piccola cupola cava che hai in mano, e lì dentro vengono asciugate lentamente. La forma tiene, e regge il tempo: puoi dimenticare un nido in dispensa per mesi e ritrovarlo intatto.
Poi ci versi sopra l'acqua bollente e quel lavoro si scioglie in pochi secondi. Le foglie si allentano, il nido si apre, e dopo qualche infusione di quella forma non resta più niente. È solo un mucchietto di foglie scure sul fondo del filtro.